Tiqqun – Nemmeno l’allodola vede l’aperto

movimento, partitura fisica, drammaturgia: Daniele Albanese
musica originale e assistenza alla drammaturgia: Maurizio Soliani
regia audio, elaborazione suono/devices: Antonio Verderi
luci: Vincenzo Alterini

“Nemmeno l’allodola vede l’aperto”– è una frase di Heidegger.

Il lavoro prende spunto da questa frase e da alcune considerazioni che fa il filosofo sul rapporto essere umano-animale.
Una riflessione sull’Essere Umano – nella contrapposizione tra organicità e forma – e allo stesso tempo uno studio sul Limite – nello spazio e nella struttura compositiva.
La danza è qui intesa come composizione e coreografia di azioni in un flusso e scambio continuo tra gesto e movimento.
Nell’ uso di un vocabolario occidentale e contemporaneo si è mantenuto il senso del detto orientale secondo cui – L’ostacolo è la via.
Per la partitura fisica sono state selezionate e filtrate alcune azioni e reazioni di un rapporto estremo, ma a nostro avviso quotidiano e diffuso, quello sadomasochista – in un continuo shift tra carnefice e vittima.

Le sonorità rispecchiano un linguaggio di costruzione e non di composizione.
La scoperta di modi sonori all’interno della struttura drammaturgica segue un processo di analisi e sintesi armoniche.
La ricerca fisica e la ricerca sonora percorrono un identico processo di creazione che tende alla definizione di un linguaggio e di un metodo, pur restando all’interno della cornice delle Forme Liquide.

Tiqqun è una parola ebraica e si può tradurre in italiano con la parola Riparazione.
E’ anche il nome di un collettivo con sede a Parigi che con tre bellissime pubblicazioni ha svolto un’analisi e una critica del mondo contemporaneo alla base di questo progetto.

English

This work was born from a sentence by Heidegger –“Not even the skylark sees the open”
and some of his thoughts on the relation and difference between human being and animals.
The reflection on human being is analyzed in opposing organicity and form, therefore this is a study on the idea of boundary – in the space and in compositional terms.
Dance is here thought as a composition and a choreography of actions in a flow and continuous exchange between gesture and movement.
Even using a dance contemporary – western vocabulary the meaning of the oriental saying: “The obstacle is the way” is kept.
To create the physical score actions and reactions of an extreme but very common and everyday relation have been selected and filtered: the sadomasochistic relation in a continuous shift between torturer and victim.
The making of the music has followed a language of construction and not of composition.
The discovery of sounds within the dramaturgical structure follows a process of harmonic analysis and synthesis.
The physical and musical research follows an identical process of creation that goes in the direction of defining a language and a method, remaining although within the frame of ‘liquid forms’.
Tiqqun is a Jewish word and it can be translated with the word Reparation.
Tiqqun is also a group based in Paris: its analysis and criticism of contemporary world has been a source in starting this project.

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