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su VON – la cosa aliena

Con qualche appressione mi sono avvicinato alle prove di recupero di VON, dopo tanti mesi di pausa. A parte il sollievo di ritrovarlo presente e vivo, nuovi pensieri e riflessioni si affacciano nella testa e per coincidenza o meno, ritrovo in un testo che leggo straordinarie assonanze….

“…una Cosa impossibile e/o traumatica, come la Cosa Aliena nei film horror e di fantascienza.

Quale prova migliore della prima scena di Guerre stellari del fatto che questa Cosa proviene dallo spazio profondo?

In un primo momento, tutto ciò che vediamo è il vuoto:

il buio spazio infinito, l’abisso dell’universo sinistramente silenzioso, costellato di stelle luccicanti sparse che, più che degli oggetti materiali, sono dei punti astratti, dei segnali di coordinate spaziali, degli oggetti virtuali; poi, improvvisamente, sentiamo un rombo in Dolby stereo che proviene da dietro, dal nostro recesso più intimo, in seguito l’oggetto visivo fonte del rombo stesso: la gigante astronave, quasi una versione spaziale del Titanic, fa il suo ingresso trionfale nella struttura della realtà-schermo. L’oggetto-Cosa è, quindi, chiaramente rappresentato dalla realtà: l’intrusione dell’imponente Cosa sembra portare sollievo, annullando l’horror vacui causato dalla continua osservazione del vuoto infinito dell’universo. Tuttavia, e se avesse l’effetto contrario? Cosa succederebbe se il vero orrore coincidesse con l’apparizione di Qualcosa (l’intrusione di un Reale eccessivamente imponente) laddove ci aspetteremmo di trovare il Nulla? Questa esperienza del ‘Qualcosa (la traccia del Reale) invece del Nulla’ sta forse alla radice della domanda metafisica ‘Perché c’è qualcosa invece del nulla?’…”

da “Tarkovskij: la cosa dallo spazio profondo”

Salvoj Zizek

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